DUE EX-MARINELLIANI ALL’UNIONE EUROPEA

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Nell’ambito delle attività di Orientamento in uscita, sei classi del Marinelli sono state coinvolte nel progetto “EU BACK TO SCHOOL”, organizzato dalla Commissione Europea. Grazie a questa iniziativa alcuni funzionari delle istituzioni europee sono potuti tornare nella scuola secondaria che hanno frequentato e presentare il lavoro che svolgono per l’Unione europea.

Il giorno 17 ottobre Paolo Tosoratti e Martina Pellegrini, due ex-marinelliani, ora funzionari UE, sono quindi diventati per un giorno il “volto” dell’Europa. Con grande entusiasmo hanno così dato a noi ragazzi un’ottima occasione per comprendere l’importanza per il nostro Paese di far parte dell’UE, facendo anche conoscere le opportunità di studio e lavoro offerte in ambito internazionale.

Paolo Tosoratti, laureato in Informatica all’Università degli Studi di Udine, oggi policy officer presso la Commissione europea di Bruxelles, si occupa principalmente di ecodesign ed efficienza energetica. Il suo intervento è partito dall’inquadrare il suo lavoro nell’ambito degli obiettivi comunitari “20 20 20”, che gli Stati membri si diedero nel 2007 e da raggiungere entro l’anno 2020: ridurre i consumi di energia del 20% e diminuire la produzione di gas ad effetto serra del 20%, aumentare la disponibilità di energie rinnovabili del 20%. Paolo ha poi focalizzato l’attenzione sul tema dell’efficienza energetica, fornendo alcuni esempi eclatanti di come imprese e famiglie possano risparmiare energia e denaro grazie a regolamenti europei, come quelli di cui si occupa, ed esemplificando così quanto ci costerebbe “non” avere l’Europa. Facendo poi riferimento alle iniziative già promosse dalla Commissione Europea in questo ambito, ha invitato noi studenti a riflettere su come noi cittadini, anche con azioni quotidiane, abbiamo un ruolo determinante per la salvaguardia delle condizioni ambientali del nostro Pianeta.

Martina Pellegrini, dopo la laurea in Traduzione presso la Scuola Interpreti di Trieste e molteplici esperienze all’estero, ha lavorato a Lussemburgo presso la Corte di Giustizia dell’Unione Europea, mentre ora si occupa delle relazioni con il pubblico presso gli uffici del Parlamento. Il suo intervento ci ha permesso di conoscere alcuni progetti che l’ Unione Europea propone ai giovani per fare esperienze all’estero. Ne sono un esempio i progetti Erasmus, “European Voluntary Service”, “EURES” e “Traineeships in the European Commision”.

La conferenza si è conclusa con alcune domande poste da noi studenti, alle quali i due relatori hanno risposto esaurientemente soddisfacendo tutte le nostre curiosità e dandoci anche dei consigli pratici per il nostro futuro, frutto della loro esperienza personale e del loro ricchissimo curriculum: imparare le lingue e certificarne la conoscenza; accettare nuove esperienze e non rimanere fermi; essere insomma flessibili e dinamici.

Ringraziamo Martina e Paolo di averci regalato questa esperienza davvero stimolante.

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Studente del Marinelli premiato al concorso nazionale “Scrivere di Cinema”

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Raffaele Indri, studente della IV L del Liceo G. Marinelli, con la recensione al film La grande bellezza diretto da Paolo Sorrentino, ha conseguito il 1° premio nella sezione YOUNG ADULT del concorso nazionale di critica cinematografica “Scrivere di Cinema- Premio Alberto Farassino 2014”. Le premiazioni si sono svolte il 20 settembre a Pordenone, nel cuore di un incontro con l’autore di Pordenonelegge, che quest’anno ha portato sul palco di Cinemazero il Premio Strega 2014 Francesco Piccolo. L’ incontro sulla scrittura, condotto da Nicola Lagioia, giurato del concorso nazionale di critica cinematografica, è stato promosso dalla Fondazione Pordenonelegge,Cinemazero,ilSindacato Nazionale CriticiCinematografici ItalianieMYmovies.it, in collaborazioneconAlice nella cittàe ha visto centinaia di ragazzi fare proprio il motto della dodicesima edizione- “Critici e ribelli!”- per recensire i film della passata stagione. 

QUESTA LA RECENSIONE DEL FILM “LA GRANDE BELLEZZA” PROPOSTA DA RAFFAELE INDRI

È strano. Strano che si citi Céline — confondendo gli accenti acuti con quelli gravi, ma tant’è, gli intellettuali veri sanno andare al punto —, che si puntelli la sceneggiatura con dialoghi volutamente criptici, ché fanno molto auteur («col talento si rischia di diventare abili»), ma che si sbaglino poi le consecutio («Avrei bussato […] quando sarebbe stata piú a suo agio»). Il problema piú grosso non è la pretenziosità del j’accuse, né lo sono gli svariati cascami letterari. Il problema piú grosso è che non c’è il minimo accenno d’ironia in tutto questo. Nulla che possa schiuderti le labbra in un sorriso. Quando, in una delle ultime sequenze de La grande bellezza, i fenicotteri fotoscioppati si stagliano al tramonto, non c’è Sorrentino che se ne esce facendoti l’occhiolino, assicurandoti che è tutto uno scherzo.

Jep Gambardella (l’ottimo Servillo) è un critico d’arte che scrive per una rivista diretta da una nana e, tra le altre cose, intervista una performance artist che ricorda vagamente Marina Abramovič. La sua vita si divide tra intellettuali da salotto, politici incravattati che grondano fetish, drammaturghi in crisi artistica, puttane, matrone cocainomani, e chi piú ne ha piú ne metta. Jep si trascina nella contemplazione quasi mistica di una Roma spaccata in espressioni molteplici. Città eterna, culla di uomini smarriti e insoddisfatti, incapaci di sottrarsi alla vacuità delle loro esistenze. Gli spunti di Sorrentino sono innumerevoli e fastidiosamente evidenti, ci sono la visita al museo notturna (Les Amants du Pont Neuf di Carax, o piú probabilmente La dolce vita), il «dolente erudito» che assiste al catafascio di una società (Dante, o il Prufrock di T.S. Eliot, ma quasi certamente La terrazza), lo sguardo ruvido, ma non troppo severo, nei confronti della decadenza della Chiesa (di nuovo Fellini, sebbene egli fosse piú incisivo).

La grande bellezza è uno spettacolo chiuso nei suoi meccanismi perversi, costretto ai luoghi comuni come scelte artistiche (l’appartamento che dà sul Colosseo — cos’altro, i selfie coi gladiatori per i turisti), un sipario di personaggi macchiettistici, diretti dall’alto, soltanto interlocutori necessari per il protagonista perché sfoghi il suo ego, necessari perché Sorrentino disegni una Roma che forse esiste, ma certo non è cosí programmatica. Le citazioni sono sprecate, perché fini a loro stesse, cosí come lo è l’interpretazione della Ferilli (la spogliarellista di cui s’innamora Jep). Cosa rimane, oltre allo stile raffinato e suggestivo del regista — sospeso tra l’onirico e l’impressionistico — che tuttavia, vuoi per le giraffe, vuoi per i fenicotteri, non può competere con opere sorrentiniane ben piú alte (Il divo, Le conseguenze dell’amore). Pazienza, mentre voi sospirate col flashback in cui Jep bacia la sua fanciulla in fiore perduta, prendo questo album di cartoline di alta classe e mi dico che sí, La grande bellezza ha vinto l’Oscar, ma non è forse vero che le cartoline le comprano solamente i turisti

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Marinelli scatenato nel Premio Sgorlon

10247477_387681504706066_576302802_n Il Liceo Marinelli di Udine ha vinto il primo e il secondo posto nel premio letterario dedicato a Carlo Sgorlon. La premiazione si è svolta sabato 12 ottobre nel Salone del Parlamento in Castello a Udine. Una bella soddisfazione per Giada Perusin di 3^ F e Carlo Selan di 5^E (giù vincitore lo scorso anno scolastico del Premio Terzani), I nostri due ragazzi meritano i complimenti di tutto il Liceo Marinelli. Ma meritano soprattutto di essere letti da insegnanti, genitori, compagni di classe e lettori occasionali.   Ecco i due bellissimi racconti vincitori.

 

GIADA PERUSIN – 1^classificata

CARLO SELAN – 2^ classificato

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GRANDE SUCCESSO PER BEPPE SEVERGNINI AL LICEO MARINELLI

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Grazie all’intervento di Mariagrazia Gerardi – già docente del Liceo Marinelli – Beppe Severgnini è stato ospite del Liceo in una serata che ha avuto un grande successo di pubblico. Tutti hanno apprezzato l’incontro introdotto dalla collaboratrice del dirigente Maria Mercedes Vecchiet. Nella foto le tre studentesse del Liceo Marinelli che Beppe Severgnini ha “adottato”. In attesa che il Premio Nobel Rubbia ci faccia visita (non molliamo) il Liceo Marinelli rimane aperto a tutti i contributi culturalmente importanti.

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LA FILOSOFIA FA BENE!

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Nel corso dei giorni 20 – 25 settembre, l’affascinante cittadina di Grado ha ospitato la seconda edizione della “Summer School di Filosofia e teoria critica”, che ha visto la partecipazione di sei studenti del Liceo Marinelli di Udine nelle giornate del 23 e 24 settembre. Amato Francesco (5^M), Marchiol Chiara (5^E), Selan Carlo (5^E), Sermann Giulia (5^I), Tosolini Chiara (5^H) e Vigna Giulia (5^A) hanno condiviso l’esperienza con ragazzi provenienti da diversi e importanti licei di tutta la regione.

Il tema che ha appassionato i giovani partecipanti è stato: la “Logica delle passioni” e l’approccio al tema si è volutamente posto in modo divergente rispetto alla tradizionale lezione frontale. Il modello proposto è stato infatti quello del Seminario di studio, nel quale il docente funge da “guida all’analisi e alla riflessione dei testi e degli autori”, indirizzando e stimolando la piccola comunità di ricerca (gruppo) verso una profondità del pensare. In questo modo ai partecipanti è stata chiesta una forma di coinvolgimento decisamente attiva e laboratoriale. Ciò ha davvero impegnato, emozionato, appassionato i nostri ragazzi che hanno saputo “mettersi in gioco” per farsi coinvolgere in un tour tutto filosofico di analisi, riflessione, pensiero e ragionamento. L’esperienza è stata decisamente positiva … è bello vedere come ancor oggi percorsi di pensiero filosofico abbiano il potere di coinvolgere nella riflessione ed entusiasmare nella passione!

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